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Guerra, pace e letteratura GIOVANILE: testi e studi critici (1945–2025) di Giuseppe Capozza

22 febbraio 2026

Guerra, pace e letteratura GIOVANILE: testi e studi critici (1945–2025)
di Giuseppe Capozza, studioso di letteratura giovanile

Abstract
La letteratura per ragazzi ha rappresentato un canale privilegiato per affrontare temi complessi come guerra, migrazione, crisi ambientale e costruzione della pace. Questo articolo presenta una panoramica critica dei principali testi narrativi e studi accademici, italiani e internazionali tradotti in italiano, con annotazioni sulla fascia d’età di riferimento e sulla rilevanza educativa. L’analisi
evidenzia come i testi per giovani lettori possano promuovere empatia, consapevolezza storica e cittadinanza attiva. L’articolo analizza l’evoluzione della rappresentazione della guerra nella letteratura per ragazzi dal secondo dopoguerra al 2025, evidenziando il passaggio da una narrativa centrata sulla memoria e sulla testimonianza a una prospettiva sistemica che include migrazioni
forzate, crisi ambientali e conflitti per le risorse energetiche. Attraverso l’esame di testi italiani e internazionali destinati alle fasce 9–13 e 14–16 anni, si mostra come la narrativa giovanile contemporanea contribuisca alla costruzione di una coscienza etica e geopolitica. Il quadro teorico integra trauma studies, memoria culturale, peace education ed ecocritica. Si sostiene che la letteratura per ragazzi non solo rappresenti la guerra, ma operi come dispositivo formativo nella costruzione di una cultura della pace intesa come giustizia strutturale.
Premessa
Negli ultimi settant’anni, la narrativa per bambini e adolescenti ha progressivamente integrato tematiche di conflitto e pace, dalla Seconda guerra mondiale fino alle migrazioni contemporanee e ai problemi ambientali globali. Studi teorici e approcci pedagogici hanno evidenziato il valore formativo della narrativa, sia nel trasmettere memoria storica sia nello sviluppare competenze
civiche ed etiche. Parallelamente, romanzi di autori internazionali, tradotti in italiano, hanno offerto strumenti narrativi per promuovere l’educazione alla pace e l’empatia verso l’altro.
Introduzione
Dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, la letteratura per ragazzi ha progressivamente assunto il compito di confrontarsi con la rappresentazione del conflitto armato e con le sue trasformazioni storiche, simboliche e sistemiche. Se nel secondo dopoguerra il paradigma dominante era quello della memoria e della testimonianza, a partire dagli anni Novanta e con crescente intensità nel XXI secolo, il discorso narrativo si è ampliato fino a includere le migrazioni forzate, le crisi ambientali, le guerre per le risorse energetiche e i conflitti economici legati alla globalizzazione.
L’evoluzione del tema può essere letta alla luce di tre coordinate teoriche principali:
1. Trauma studies e memoria culturale: la guerra come esperienza traumatica trasmessa anche alle seconde generazioni attraverso la narrazione.
2. Peace education: la letteratura per ragazzi come strumento di costruzione di una cultura della pace, non solo come assenza di guerra ma come giustizia strutturale.
3. Ecocritica e studi sulla globalizzazione: il conflitto contemporaneo è spesso legato a risorse scarse (acqua, petrolio, terre rare), e la narrativa per adolescenti intercetta tali tensioni attraverso distopie e romanzi realistici.

In questo quadro, la letteratura giovanile non si limita a “raccontare la guerra”, ma contribuisce a formare una coscienza etica e geopolitica, modulata secondo le fasce d’età.
Dopo il 1945, dunque, la letteratura per ragazzi ha progressivamente riconosciuto la necessità di confrontarsi con eventi traumatici come le guerre mondiali, i totalitarismi, i genocidi, ma anche con i processi di pace, di riconciliazione e di costruzione civile. Questo dialogo si è evoluto attraverso varie fasi:
Dopoguerra e memoria (1945–1970). Racconti di sopravvissuti o di seconde generazioni, contraddistinti da forte funzione pedagogica (capire la guerra per evitarla) e tonalità generalmente realistica e didattica.
Anni Settanta–Novanta. Maggiore attenzione alle questioni psicologiche di bambini e adolescenti, attraverso narrazioni che rifiutano ogni retorica eroica per esplorare la complessità morale.
Dal 2000 in poi. Ampliamento del tema ai conflitti contemporanei (Balcani, Medioriente, terrorismo, migrazioni) mediante narrazioni più complesse sulla pace, la giustizia sociale, l’accoglienza, la memoria intergenerazionale.

Percorsi tematici

Guerra e memoria: la fine dell’eroismo
Nel secondo dopoguerra, la letteratura per ragazzi svolge una funzione eminentemente memoriale, contribuendo alla costruzione di una coscienza storica condivisa.
Michael Morpurgo – War Horse
Tema: Prima guerra mondiale, empatia
La guerra vista attraverso gli occhi di un cavallo separato dal suo giovane padrone. Permette di affrontare la brutalità del conflitto con mediazione simbolica.
Roberto Piumini – Il soldatino del Pim Pum Pà
Tema: assurdità della guerra
Narrazione poetica e ironica che smonta la retorica militare attraverso lo sguardo infantile.
Calvino, I. (1947). Il sentiero dei nidi di ragno. Torino: Einaudi.
Fascia: 13–16
Commento critico: Romanzo d’esordio che inaugura una linea “antieroica” della narrazione resistenziale. Lo sguardo infantile di Pin decostruisce la retorica bellica e restituisce la guerra come esperienza disordinata, ambigua, moralmente opaca. Centrale la tensione tra infanzia e storia.
Levi, L. (1994). Una bambina e basta. Roma: e/o.
Fascia: 9–13
Tema: Shoah, leggi razziali
Memoria autobiografica dell’infanzia sotto il fascismo. Linguaggio accessibile, grande forza educativa.
Commento critico: Autobiografia dell’infanzia sotto le leggi razziali. La microstoria individuale diventa chiave di accesso alla persecuzione. Linguaggio piano, focalizzazione interna infantile, funzione testimoniale forte.
Boyne, J. (2006). Il bambino con il pigiama a righe. Milano: Rizzoli.
Fascia: 13–16
Commento critico: Favola tragica ambientata nell’universo concentrazionario. Testo discusso per alcune semplificazioni storiche, ma efficace nell’attivare identificazione emotiva e riflessione sull’innocenza e l’ignoranza.
Zusak, M. (2005). Storia di una ladra di libri. Milano: Frassinelli.
Fascia: 14–16
Commento critico: Romanzo complesso per struttura e voce narrante (la Morte). Integra memoria, potere delle parole e resistenza simbolica. Supera la dimensione testimoniale per riflettere sulla narrazione stessa come atto etico.
Guerra e migrazioni: il conflitto come sradicamento
Nel XXI secolo il conflitto viene sempre più rappresentato attraverso le sue conseguenze: l’esilio, la diaspora, la perdita della casa. La narrativa giovanile recente, dunque, sposta il focus dalla battaglia al viaggio, dalla trincea al confine, evidenziando il nesso tra conflitto e disuguaglianza globale. La guerra non è più solo campo di battaglia ma spostamento forzato, perdita di casa, identità sospesa. La narrativa recente privilegia il punto di vista dei bambini rifugiati. La migrazione emerge così come forma contemporanea del conflitto: la guerra non è solo combattimento, ma produzione di esilio.
Michael Morpurgo – Il ragazzo del fiume / Running Wild (2009)
Tema: guerra, disastri e perdita
Un ragazzo sopravvive allo tsunami del 2004: pur non centrato su una guerra, il romanzo esplora lo sradicamento e la ricostruzione dopo la distruzione, tema affine ai conflitti contemporanei.
Francesco D’Adamo – Iqbal (2001)
Tema: guerra economica e sfruttamento
La storia vera di Iqbal Masih, bambino pakistano schiavo nelle fabbriche di tappeti. Qui la “guerra” è quella contro il lavoro minorile e le disuguaglianze globali. Centrale il legame tra economia, potere e violenza sistemica.
Antonio Ferrara – Il fiume è grande (2011)
Tema: migrazione e identità
Un adolescente affronta il viaggio e la marginalità. Il conflitto non è solo armato ma sociale: razzismo, esclusione, povertà.
Katherine Applegate – Home of the Brave (2007)
Tema: rifugiati sudanesi
Un ragazzo arriva negli USA dopo la guerra. Romanzo in versi semplice ma intenso, su un ragazzo fuggito dalla guerra civile in Sudan e arrivato negli Stati Uniti. Il trauma della guerra si intreccia con la fatica dell’integrazione.
Thanhhà Lại – Inside Out & Back Again (2011)
Tema: guerra del Vietnam e diaspora
Fascia: 11–14
Una bambina vietnamita racconta l’esilio negli USA. Linguaggio poetico, punto di vista infantile, forte riflessione su lingua e identità. Romanzo in versi sulla diaspora vietnamita. La forma poetica rispecchia la frammentazione identitaria. Linguaggio essenziale ma emotivamente denso.
Francesca Sanna – Il viaggio (2016, albo illustrato)
Tema: fuga dalla guerra
Fascia: 9–13
Una famiglia lascia il proprio paese in guerra. Potente uso simbolico delle immagini. Ideale per avviare discussioni. Albo potente e simbolico sulla migrazione forzata di una madre e due figli. Visualizza la paura, il confine, il mare come spazio di rischio. Albo illustrato che traduce la fuga dalla guerra in una narrazione visiva simbolica. Il mare, il confine e le ombre funzionano come metafore della paura. Opera paradigmatica della svolta iconica nella letteratura civile per l’infanzia.
Alan Gratz – Refugee (2017)
Tema: migrazioni in tre epoche
Fascia: 12–16
Tre storie parallele: Germania nazista (1939), Cuba (1994), Siria (2015). Mostra la continuità storica delle fughe di guerra e l’universalità del trauma. Romanzo polifonico che intreccia tre migrazioni (Germania 1939; Cuba 1994; Siria 2015). Costruzione seriale e ritmo da thriller favoriscono coinvolgimento, mentre la struttura parallela suggerisce la ciclicità storica dei conflitti.
Catozzella, G. (2014). Non dirmi che hai paura. Milano: Feltrinelli.
Fascia: 14–16
Biografia romanzata di Samia Yusuf Omar. La guerra civile somala è sfondo strutturale della vicenda migratoria. Testo ponte tra narrativa per adulti e young adult, centrato sul diritto al sogno e sul corpo come luogo politico.

Onjali Q. Raúf – Il ragazzo alla finestra
Tema: solidarietà e crisi dei rifugiati
Una bambina londinese incontra un coetaneo siriano. Sottolinea il ruolo attivo dei bambini nella costruzione della pace.
Guerra e risorse: distopia, energia, collasso
Un ulteriore ampliamento tematico riguarda i conflitti legati alle risorse naturali. La guerra assume una dimensione strutturale ed ecologica: non più soltanto scontro tra eserciti, ma tensione permanente per il controllo delle risorse. Il conflitto è spesso indiretto o metaforico, ma fortemente legato al controllo di petrolio, acqua, energia. Questi testi spostano il focus dalla guerra armata al
conflitto sistemico, mostrano come l’energia generi diseguaglianze e instabilità, educano alla sostenibilità come strumento di pace.
Il conflitto non è militare ma economico; tuttavia, produce effetti analoghi in termini di oppressione e privazione di diritti. La letteratura giovanile contemporanea educa così a una coscienza del consumo, rendendo visibili le dinamiche geopolitiche nascoste dietro oggetti quotidiani. La narrazione diventa più complessa moralmente, più esplicita nei conflitti, aperta a geopolitica ed
economia
Lloyd, S. (2008). The Carbon Diaries 2015. London: Hodder.
Tema: crisi energetica e tensioni sociali
Fascia: 13–16
In un Regno Unito colpito da razionamenti energetici e collasso climatico, emergono conflitti politici e sociali. Distopia realistica su energia e instabilità. Diario adolescenziale in regime di razionamento energetico. La crisi climatica produce tensioni sociali e ridefinizione dei comportamenti quotidiani.
Shusterman, N., & Shusterman, J. (2018). Dry. Milano: Mondadori.
Tema: guerra per l’acqua
Fascia: 13–16
La California resta senz’acqua: il romanzo racconta il collasso sociale e la violenza per l’accesso alla risorsa primaria. Esempio perfetto di conflitto per beni essenziali. Thriller distopico sulla crisi idrica in California. Mostra il rapido slittamento dalla civiltà alla violenza per l’accesso a risorse scarse. Esplicita la dimensione politica dell’acqua.
Bacigalupi, P. (2010). Ship Breaker. Milano: Multiplayer.it Edizioni.
Tema: petrolio e post-collasso
Fascia: 14–16
In un futuro devastato dai cambiamenti climatici, adolescenti smantellano petroliere abbandonate. Forte riflessione su sfruttamento energetico e disuguaglianze. Distopia climatica ambientata in un’economia post-petrolifera. Adolescenza e sfruttamento lavorativo si intrecciano. Evidente la critica al capitalismo estrattivo e alla geopolitica dell’energia.

Conflitti invisibili
In questi testi lo sfruttamento economico costituisce una forma di violenza sistemica. Il conflitto non è militare ma economico; tuttavia, produce effetti analoghi in termini di oppressione e privazione di diritti. Dagli anni Novanta in poi, la guerra non è più solo evento storico, ma sistema globale che include migrazione, energia, economia. La narrativa per 9–13 privilegia l’empatia e la
focalizzazione infantile. Nei 14–16 emerge una dimensione geopolitica ed ecologica esplicita. Cresce il ruolo della distopia climatica come strumento di educazione critica.Negli ultimi anni, il graphic journalism per ragazzi ha reso accessibili temi come il coltan, il
cobalto e le filiere tecnologiche. La connessione tra smartphone occidentali e guerre africane introduce una dimensione di responsabilità individuale e collettiva. La letteratura giovanile contemporanea educa così a una coscienza del consumo, rendendo visibili le dinamiche geopolitiche nascoste dietro oggetti quotidiani.

Laird, E. (2003). The Garbage King. London: Macmillan.
Fascia: 12–15
Ragazzi di strada in Etiopia tra rifiuti e sopravvivenza. Il testo evidenzia la dimensione strutturale della povertà globale, anticipando il tema delle filiere economiche invisibili.
D’Adamo, F. (2001). Iqbal. Milano: EL.
Fascia: 11–14
Romanzo civile sul lavoro minorile in Pakistan. La “guerra” è economica e sistemica. Esempio italiano di narrativa d’impegno globale per ragazzi.
Graphic journalism (BeccoGiallo; Tunué; Il Castoro, 2015–2025).
Fascia: 13–16
Le graphic novel di reportage su Congo, coltan e miniere di cobalto rendono visibili i conflitti legati alle terre rare e alla filiera tecnologica. Linguaggio ibrido tra saggistica e narrazione.

Conclusione
L’analisi dei testi considerati dimostra che la letteratura per ragazzi dal 1945 al 2025 ha trasformato profondamente la rappresentazione della guerra.
Nel secondo dopoguerra, l’obiettivo principale era preservare la memoria e contrastare l’oblio attraverso il racconto testimoniale. Con l’avvento della globalizzazione e delle crisi ambientali, la guerra è stata progressivamente ridefinita come fenomeno sistemico, intrecciato a migrazioni, risorse energetiche e squilibri economici.
La narrativa contemporanea per giovani lettori non si limita a denunciare la violenza: propone una pedagogia implicita della responsabilità. Attraverso l’identificazione con protagonisti adolescenti, il lettore è chiamato a riconoscere il proprio ruolo in reti globali di consumo e potere.
In questo senso, la letteratura per ragazzi si configura come uno spazio privilegiato di educazione etica e geopolitica, capace di coniugare emozione e consapevolezza critica. La pace non è rappresentata come semplice assenza di conflitto, ma come costruzione attiva di giustizia sociale, sostenibilità ambientale e solidarietà interculturale.
Se la guerra del Novecento era narrata come evento storico, quella del XXI secolo appare come condizione diffusa, talvolta invisibile. Ed è proprio rendendo visibile l’invisibile che la letteratura per ragazzi continua a svolgere una funzione civile decisiva.
La letteratura per ragazzi dal 1945 al 2025 ha evoluto il tema della guerra da narrazione di fatti a riflessione complessa sulle cause, gli effetti e la possibilità di pace. Autori italiani e stranieri hanno contribuito a creare un corpus narrativo che non solo parla di conflitto, ma educa alla tolleranza, alla memoria critica e all’impegno civile.
Dagli anni Novanta in poi, la guerra non è più solo evento storico, ma sistema globale che include migrazione, energia, economia.
La narrativa per 9–13 privilegia l’empatia e la focalizzazione infantile.
Nei 14–16 emerge una dimensione geopolitica ed ecologica esplicita.
Cresce il ruolo della distopia climatica e del graphic journalism come strumenti di educazione critica.
Dal 1945 al 2025 la rappresentazione della guerra nella letteratura per ragazzi si è trasformata radicalmente. Se nel secondo dopoguerra prevaleva una funzione memoriale e testimoniale, il XXI secolo vede emergere una concezione sistemica del conflitto, intrecciata a migrazioni, crisi ambientali e disuguaglianze economiche.

La narrativa giovanile contemporanea contribuisce alla costruzione di una cultura della pace intesa non come semplice assenza di guerra, ma come progetto di giustizia strutturale e sostenibilità.
Rendendo visibili conflitti talvolta invisibili, essa svolge una funzione formativa essenziale, ponendosi come spazio privilegiato di educazione etica e geopolitica.
L’analisi integrata di testi internazionali e studi italiani evidenzia che la narrativa per giovani lettori favorisce empatia e consapevolezza storica, offre strumenti di riflessione sui conflitti contemporanei, si configura come veicolo privilegiato per l’educazione civica e alla pace.
La combinazione di testi narrativi e studi pedagogici rappresenta quindi un patrimonio essenziale per docenti, ricercatori e operatori culturali interessati all’educazione integrale dei giovani lettori.
Appendice 1. Studi italiani su letteratura per l’infanzia e educazione alla pace
Gli studi italiani hanno sottolineato il ruolo della narrativa per ragazzi nella costruzione della memoria storica e della cultura della pace, fornendo indicazioni metodologiche per la scuola e l’educazione civica (Bacchetti, 2010; Marini, 2019; Vallone, 2016). La critica ha evidenziato la rappresentazione della Shoah e dei traumi collettivi (Riva, 2018), l’uso della narrativa per sviluppare empatia e consapevolezza dei conflitti (Grilli, 2015), l’integrazione di percorsi didattici per la cittadinanza attiva e l’educazione alla pace (Marini, 2019; Russo, 2014).
Bacchetti, Cristina. 2010. Leggere per non dimenticare: La Shoah nella letteratura per ragazzi. Milano: FrancoAngeli.
Studio monografico sul trattamento della Shoah nella narrativa per l’infanzia e per adolescenti, con analisi di testi italiani e stranieri e riflessioni didattiche.
Boero, Carla, and Giovanna Giannini, eds. 2006. Leggere, crescere, capire: percorsi di letteratura per l’infanzia. Roma: Carocci.
Raccolta di saggi sulla letteratura per l’infanzia come strumento di crescita critica, con contributi sulla costruzione dell’altro e sulla pace.
De Luca, Maria. 2017. Letteratura per l’infanzia tra etica e educazione. Milano: Vita e Pensiero.
Analisi dei principali nodi etici nella narrativa per bambini e ragazzi, con riferimenti alla rappresentazione della violenza e della pace.
Grilli, Elisabetta. 2015. “La pace raccontata ai ragazzi: percorsi narrativi e pratiche di lettura.”
Rivista di Educazione e Pedagogia, 12(2): 45–62.
Articolo scientifico che esplora come la narrativa per giovani possa porsi come mediatore di valori nonviolenti e cultura della pace.
Marini, Giovanna. 2019. Educare alla pace attraverso i libri per ragazzi. Torino: UTET.
Volume che propone modelli didattici e percorsi di lettura per introdurre concetti di pace, diritti umani e cittadinanza attiva nella scuola primaria e secondaria.
Monti, Claudia, and Paola Lombardi, eds. 2021. Letteratura per ragazzi, conflitti e convivenza.  Firenze: Le Monnier.
Antologia critica che mette in dialogo testi narrativi con riflessioni teoriche su conflitto, dialogo interculturale e coesione sociale.
Riva, Elena. 2018. “Narrativa per l’infanzia e trauma collettivo.” Studi Italiani di Filologia e Critica Letteraria, 45: 103–121.
Studio sull’articolazione del trauma collettivo nei romanzi per ragazzi e sul processo di elaborazione simbolica attraverso il racconto.
Russo, Stefano. 2014. La letteratura per ragazzi come spazio di apprendimento: dal testo all’esperienza. Milano: FrancoAngeli.
Testo teorico-pedagogico che argomenta il valore della letteratura per ragazzi come contesto di alfabetizzazione emotiva e cognitiva, con esempi di letture civiche.
Vallone, Gabriele. 2016. “Educazione alla pace e letteratura per l’infanzia: prospettive e sfide.” Lingua e letteratura, 17(1): 77–94.

Saggio che indaga le potenzialità della narrativa infantile nella diffusione di una cultura della pace, con attenzione alla mediazione didattica

Appendice 2. Titoli esemplificativi
Si segnalano di seguito le opere di particolare valore artistico, letterario e educativo, la cui bibliografia riteniamo essenziale per gruppi di studio o di lettura sul rapporto tra letteratura giovanile e formazione civile alla pace.
Opere italiane
Italo Calvino – Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
Genere: Romanzo per ragazzi / narrativa storica
Ambientato nella Liguria della Seconda Guerra Mondiale, il romanzo segue le avventure di Pin, un ragazzino orfano che, per ottenere rispetto dagli adulti, ruba la pistola a un marinaio tedesco. Attraverso la sua voce ingenua e fantasiosa, Calvino racconta la Resistenza partigiana e la guerra dal punto di vista di un bambino. Il tema non è solo la guerra vissuta come dramma ma anche la ricerca d’identità, di valori e di un’amicizia vera.
Dino Buzzati – La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945)
Genere: Fiaba narrativa illustrata
In questa allegoria, un gruppo di orsi guidato da Re Leonzio invade la Sicilia per sopravvivere a un inverno rigido e per ritrovare il figlio rapito. La narrazione affronta il tema dei conflitti e del desiderio di pace e convivenza attraverso personaggi animali e situazioni fantastiche, facendo riflettere anche i giovani lettori sulla natura della guerra e della riconciliazione.
Gianni Rodari – Tutti i colori della pace (2024, raccolta)
Genere: Raccolta di storie, filastrocche e poesie
Una selezione di testi di Rodari centrati sul tema della pace: storie, rime e racconti che esaltano solidarietà, altruismo e creatività. L’opera propone una lettura serena e immaginifica sul valore della pace, stimolando giovani lettori a riflettere con leggerezza e profondità.

Opere straniere

Michael Morpurgo – War Horse (1982)
Genere: Romanzo per ragazzi / storia bellica
La storia di Joey, un cavallo venduto all’esercito inglese durante la Prima Guerra Mondiale, e del suo giovane amico Albert che farà di tutto per ritrovarlo. Attraverso la prospettiva dell’animale, Morpurgo esplora l’assurdità della guerra, l’umanità dei soldati e la necessità di empatia e pace tra i popoli.
Michael Morpurgo – Private Peaceful (2003)
Genere: Romanzo per ragazzi / guerra
Thomas Peaceful rivive la propria adolescenza e quella del fratello mentre combattono nella Prima Guerra Mondiale. Ricco di emozioni intense, il libro dipinge il trauma, la fratellanza e la brutalità del fronte, facendo emergere i valori di lealtà e amore in contrasto con l’insensatezza del conflitto.
Lois Lowry – The Giver – Il donatore (1993)
Genere: Fantascienza / distopia
In una società apparentemente perfetta dove sono stati eliminati dolore e sofferenza per assicurare la pace, un ragazzo scopre i segreti più oscuri delle generazioni passate. Anche se non tratta una guerra storica, il romanzo esplora la natura della pace artificiale e la perdita della memoria collettiva, ponendo domande profonde sulla libertà e il valore della responsabilità individuale.

Donna Jo Napoli – Stones in Water (1997)
Genere: Young adult / Seconda Guerra Mondiale
Due ragazzi italiani (uno ebreo) deportati in un campo di lavoro durante la Seconda Guerra Mondiale lottano per sopravvivere e proteggere la propria identità. Una narrazione intensa sulla violenza, la discriminazione e la resistenza umana.
N.B. Titoli come War Horse e le raccolte di Rodari (introdotti nella scuola del primo ciclo) possono essere ottimi punti di partenza per introdurre i temi con leggerezza e profondità. Private Peaceful e The Giver (adatti per le scuole superiori) offrono analisi più mature di conflitto, morale e società. Il sentiero dei nidi di ragno può essere usato come percorso interdisciplinare perché in connessione con storia e educazione civica (Resistenza e la memoria storica).

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